La Rivoluzione Francese
La nascita della politica moderna · 1789–1799
💰 Crisi economica
- Casse dello Stato svuotate dalle guerre (inclusa Guerra d'indipendenza americana)
- Cattivi raccolti 1788–89 → prezzo del pane alle stelle
- Tentative di riforma fallite: Turgot (liberismo, 1775) e Necker (taglio spese, 1776) rimossi dai ceti privilegiati
⚖️ Disuguaglianze sociali
- Nobiltà + clero (2% pop.) → 35–40% della proprietà fondiaria + esenzioni fiscali
- Terzo stato (98% pop.) → porta tutto il peso fiscale
- Monopolio nobile su cariche statali e giudiziarie
- Ispirazione Illuminismo → critica radicale del sistema
📜 Gli Stati generali (1789)
- Non convocati dal 1614. Riaperti da Luigi XVI per la crisi fiscale
- Tre camere: Clero (291), Nobiltà (270), Terzo stato (578)
- Cahiers de doléances — quaderni di lamentele del popolo
- Terzo stato chiede il doppio dei seggi + voto "per testa" non "per ordine"
GIU
Giuramento della Pallacorda
I deputati del Terzo stato si autoproclamano Assemblea nazionale costituente e giurano di non sciogliersi finché non avranno dato alla Francia una Costituzione. Primo atto rivoluzionario.
LUG
Presa della Bastiglia
Il popolo di Parigi assalta la fortezza-prigione simbolo del dispotismo. Segna l'inizio della Rivoluzione. Celebrata ogni anno come festa nazionale francese.
AGO
Abolizione dei diritti feudali
L'Assemblea abolisce tutti i diritti feudali, i titoli nobiliari, i privilegi fiscali, le decime al clero. Fine del sistema che impediva l'uguaglianza giuridica.
AGO
Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino
Ispirata all'Illuminismo e alla Dichiarazione d'indipendenza americana. Art. 1: "Gli uomini nascono liberi e uguali nei diritti." Principi: uguaglianza, libertà, sovranità popolare. Manifesto della democrazia moderna.
OTT
Marcia delle donne su Versailles
Le popolane parigine, esasperate dalla fame, marciano su Versailles e costringono il re a trasferirsi a Parigi. Contributo fondamentale delle donne alla Rivoluzione.
1791
Costituzione del 1791 — Monarchia costituzionale
Divisione dei poteri. Distingue cittadini attivi (votano, maschi con censo) e passivi (non votano: poveri e tutte le donne). Nasce la monarchia costituzionale.
⚔️ Guerra all'Austria (apr 1792)
La Dichiarazione di Pillnitz (1791) minaccia la Francia. L'Assemblea dichiara guerra all'Austria. Luigi XVI sperava in una sconfitta per riprendersi il potere.
👑 Fine della monarchia (10 ago 1792)
I sanculotti assaltano le Tuileries. Luigi XVI arrestato. Si passa al suffragio universale maschile. Nasce la Convenzione nazionale.
🏛️ La Convenzione
- Montagna (sin.) — Robespierre, giacobini e cordiglieri
- Gironda (des.) — Brissot, moderati, federalisti
- Palude/Pianura (centro) — non schierati
🏆 Valmy e la Repubblica (set 1792)
Vittoria a Valmy contro prussiani e austriaci. Il giorno dopo: proclama la Repubblica. Il 21 gennaio 1793 Luigi XVI viene ghigliottinato.
🌍 Prima coalizione antifrancese
Inghilterra, Prussia, Austria, Russia, Spagna, Sardegna, Napoli si coalizzano per fermare la diffusione degli ideali rivoluzionari.
⚡ Rivolte controrivoluzionarie
- Vandea (marzo 1793): ~120.000 vittime, contro leva obbligatoria e Rivoluzione
- Insurrezione federalista (estate 1793): Sud della Francia vs. Parigi
💸 Crisi economica
- Inflazione degli assegnati (−60% nel 1793)
- Carestia, aumento prezzi di prima necessità
- Il governo introduce il maximum (calmiere prezzi)
🏛️ Misure d'emergenza
- Tribunale speciale rivoluzionario (marzo 1793)
- Comitato di salute pubblica (aprile 1793)
- Comitati di sorveglianza in ogni città
- Esercito di 700.000 uomini (leva generale)
1793
Il Periodo del Terrore
Robespierre guida il Comitato di salute pubblica. Giustiziati: girondini (ottobre 1793), Maria Antonietta (16 ottobre), Olympe de Gouges (30 ottobre). Legge del 22 pratile: condanne senza prove → 1.400 esecuzioni in poche settimane.
TERM
Caduta di Robespierre
Vittoria a Fleurus (26 giugno) riduce il pericolo esterno. Robespierre arrestato e ghigliottinato senza processo. Inizio della Reazione Termidoriana: ritorno dei moderati, "Terrore bianco".
1795
Il Direttorio
Costituzione dell'Anno III: suffragio censuario ristretto. Parlamento bicamerale. Governo: Direttorio di 5 membri. Instabile: annulla elezioni sia nel 1797 che nel 1798.
BRUM
Colpo di Stato di Napoleone — Fine della Rivoluzione
Napoleone approfitta della debolezza del Direttorio e prende il potere. Istituisce il Consolato (3 consoli). Fine della partecipazione collettiva dal basso.
| Assemblea | Periodo | Principali provvedimenti |
|---|---|---|
| Stati generali | 5 mag – 20 giu 1789 | — |
| Ass. Naz. Costituente | 9 lug 1789 – 30 set 1791 | Abolizione feudalesimo, Dichiarazione diritti, Costituzione 1791 |
| Assemblea Legislativa | 1° ott 1791 – 20 set 1792 | Dichiarazione di guerra all'Austria, arresto del re |
| Convenzione Nazionale | 21 set 1792 – 26 ott 1795 | Repubblica, processo al re, Terrore, Costituzioni anni I e III |
L'Età di Napoleone Bonaparte
Ascesa e caduta di un Impero · 1799–1815
⚔️ Prima campagna d'Italia (1796–99)
- Napoleone sconfigge Sardegna poi Austria
- 15 maggio 1796: entra a Milano
- Obiettivo: esportare la Rivoluzione + consolidare il potere personale
🏛️ Le Repubbliche Sorelle
- Cisalpina (mag 1797, Milano)
- Ligure (1797, ex Genova)
- Romana (1798, espulso il papa)
- Napoletana (1799)
- Lucca (1799)
⚠️ Trattato di Campoformio (17 ott 1797)
Napoleone cede Venezia all'Austria per ottenere riconoscimento della cisalpina. Delusione dei patrioti italiani (Foscolo, Ultime lettere di Jacopo Ortis).
💥 Caduta delle repubbliche (1799)
Seconda coalizione → repubbliche abbattute. A Napoli i sanfedisti del card. Ruffo (esercito popolare) abbattono la Repubblica: 120 condanne a morte.
Formalmente 3 consoli e divisione dei poteri, ma Napoleone controlla tutto: sceglie i senatori, nomina i magistrati, chiude 60 giornali su 73, usa la polizia segreta. Un plebiscito ratifica il tutto. Regime autocratico ma con la facciata delle istituzioni repubblicane.
1802: console a vita per plebiscito. 2 dicembre 1804: si incorona imperatore a Notre-Dame, alla presenza di Papa Pio VII — ma si pone da solo la corona per non sottomettersi all'autorità papale. La Francia smette di essere una repubblica (lo era stata dal 1792).
Il cattolicesimo è riconosciuto "religione della maggioranza della nazione" (non di Stato). Napoleone ottiene controllo sul clero. Dichiara definitiva la confisca dei beni ecclesiastici, ma mantiene il clero a spese dello Stato. Torna la domenica come giorno di riposo; calendario rivoluzionario abolito.
📋 Codice Napoleone (1804)
- Prima raccolta unitaria di leggi valide su tutto il territorio
- Principi: uguaglianza davanti alla legge, laicità, proprietà privata, libertà d'impresa
- Abolisce leggi feudali e consuetudini locali
- Applicato in tutta Europa → ispira molti codici civili ancora oggi
- Visione conservatrice sulla donna: condizione giuridica inferiore al marito
🏛️ Amministrazione centralizzata
- Francia divisa in 130 dipartimenti
- Ogni dipartimento guidato da un prefetto nominato dal governo centrale
- Gerarchia: prefetti → sottoprefetti → sindaci
- Burocrazia moderna basata su merito e competenza
🎓 Istruzione e nuova aristocrazia
- Licei statali in ogni capoluogo, università, scuole politecniche
- Politica dell'"amalgama": nobiltà + borghesia meritocratica
- 1808: nuova aristocrazia titolata senza privilegi
- Legione d'onore: ricompensa per fedeltà e merito
🏆 Le grandi vittorie (1805–1809)
- Trafalgar (21 ott 1805): sconfitta navale vs Nelson → fine del piano di invadere l'Inghilterra
- Austerlitz (2 dic 1805): "battaglia dei tre imperatori" — la più brillante
- Jena (14 ott 1806): sconfitta la Prussia
- Tilsit (luglio 1807): pace con Russia e Prussia
- Wagram (luglio 1809): sconfitta definitiva Austria
🚢 Blocco continentale (nov 1806)
Vieta alle navi inglesi di attraccare nei porti europei. Risultato: inefficace per il contrabbando, danneggia anche la Francia e gli alleati. Crisi per mancanza di cotone, vino, grano.
🗺️ L'Impero al massimo (1812)
44 milioni di abitanti. Comprende direttamente: Belgio, Olanda, Catalogna, buona parte d'Italia, Germania. Più stati satelliti governati da familiari: Italia, Napoli, Spagna, Varsavia.
- Dipartimenti italiani dell'Impero (Piemonte, Liguria, ex Stato pontificio)
- Regno d'Italia (cap. Milano, ~7 milioni ab.) — viceré Eugenio Beauharnais
- Regno di Napoli — re Gioacchino Murat (dal 1808)
Entrano in vigore il Codice Napoleone e i principi della Rivoluzione.
Nel 1810 quasi tutta la penisola è sotto le stesse leggi. Nasce l'idea di "Italia" come comunità unitaria, superando le identità regionali. I cittadini cominciano a percepirsi come "italiani" — seme del futuro Risorgimento.
Guerriglia spagnola — prima crepa
Occupazione della Spagna → insurrezione di massa. Guerriglia continua fino alla caduta. Nel 1812 la Costituzione di Cadice diventa punto di riferimento per i liberali europei.
🔥 Campagna di Russia — svolta decisiva
600.000 uomini entrano in Russia. I russi usano la strategia della terra bruciata. Mosca incendiata. L'inverno russo è devastante. Beresina (nov): solo ~100.000 tornano. La Grande Armata è distrutta.
Lipsia — "Battaglia delle nazioni"
Sesta coalizione (Gran Bretagna, Russia, Prussia, Austria, Svezia). Tutti gli eserciti europei contro Napoleone. Sconfitta decisiva.
Abdicazione, Cento Giorni, Waterloo
Prima abdicazione (aprile 1814), esilio all'Elba. Ritorno a Parigi (marzo 1815). Sconfitta definitiva a Waterloo (18 giugno 1815). Esiliato a Sant'Elena, muore il 5 maggio 1821.
🎯 Domande dell'Interrogazione
Le domande tipiche con risposte complete — clicca per aprire
La società francese era divisa in tre ordini (stati), un sistema rigido ereditato dal Medioevo:
- Primo stato — il Clero: circa 100.000 persone (0,5% della pop.). Possedeva il 10% delle terre, non pagava imposte dirette, versava solo un "dono gratuito" volontario allo Stato. Aveva propri tribunali e registri di nascita/matrimonio.
- Secondo stato — la Nobiltà: circa 400.000 persone (1,5% della pop.). Possedeva il 25–30% delle terre, era esentata dalle principali imposte. Monopolizzava le alte cariche militari, ecclesiastiche e statali (editto di Ségur, 1781).
- Terzo stato: tutti gli altri, il 98% della popolazione. Al suo interno enorme differenza tra alta borghesia (avvocati, medici, commercianti) e masse popolari (contadini, artigiani, giornalieri). Portava quasi tutto il carico fiscale, nonostante producesse tutta la ricchezza del paese. Nessun privilegio, nessuna rappresentanza reale.
La borghesia era la classe più frustrata: istruita, ricca, influenzata dall'Illuminismo, ma esclusa dal potere politico. Sieyès nel pamphlet "Che cos'è il Terzo stato?" (1789) riassunse questa contraddizione.
- Crisi delle finanze statali: la Francia era praticamente in bancarotta. Le guerre del XVIII secolo (Guerra dei Sette Anni, supporto alla Rivoluzione americana) avevano svuotato il tesoro. Il debito pubblico era enorme.
- Sistema fiscale ingiusto: l'imposta principale (taille) colpiva quasi solo i contadini. Clero e nobiltà erano quasi completamente esenti. I tentativi di riforma fiscale equa (Turgot 1775–76, Necker 1776–81) furono bloccati dai ceti privilegiati che si rifiutavano di pagare.
- Crisi agricola 1788–89: pessimi raccolti causarono una gravissima carestia. Il prezzo del pane — alimento base dei poveri — schizzò alle stelle (fino all'80–90% del salario di un operaio). La fame alimentò la rabbia popolare.
- Inflazione e disoccupazione: la crisi industriale dovuta al trattato commerciale con l'Inghilterra (1786) aveva messo in crisi le manifatture tessili, aumentando la disoccupazione nelle città.
- Debolezza di Luigi XVI: re colto ma indeciso, incapace di imporre riforme contro la resistenza dei privilegiati. La sua debolezza fu interpretata come un'opportunità per agire.
- Crisi di legittimità della monarchia assoluta: l'Illuminismo (Locke, Montesquieu, Rousseau, Voltaire) aveva diffuso l'idea che il potere dovesse derivare dal consenso dei governati, non da Dio. La separazione dei poteri e la sovranità popolare erano ormai concetti noti alla borghesia.
- L'esempio americano: la Dichiarazione d'Indipendenza americana (1776) e la vittoria della Rivoluzione avevano dimostrato che era possibile rovesciare un governo ingiusto e costruirne uno nuovo basato sui diritti naturali.
- Convocazione degli Stati Generali: di fronte alla bancarotta, Luigi XVI fu costretto a convocare gli Stati Generali (mai riuniti dal 1614). Questo aprì la questione del sistema di voto — "per ordine" o "per testa" — e innescò la crisi politica che portò alla Rivoluzione.
Approvata dall'Assemblea nazionale il 26 agosto 1789, ispirata all'Illuminismo e alla Dichiarazione d'indipendenza americana. I suoi principi fondamentali:
- Art. 1 — Uguaglianza naturale: "Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti." I privilegi sociali possono esistere solo se utili alla collettività — e non per nascita.
- Art. 2 — Diritti naturali inalienabili: libertà, proprietà, sicurezza e resistenza all'oppressione. Nessuna legge può toglierli.
- Art. 3 — Sovranità nazionale: "Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione." Non nel re, non in Dio.
- Art. 6 — Legge espressione della volontà generale: la legge è uguale per tutti, nessuno è al di sopra di essa. Tutti i cittadini possono accedere a cariche pubbliche in base al merito.
- Art. 7–9 — Garanzie giuridiche: nessuno può essere arrestato senza una legge; si è innocenti fino a prova contraria; nessuna pena crudele.
- Art. 10–11 — Libertà di opinione e di stampa: libertà di pensiero, religione e comunicazione.
- Art. 17 — Proprietà privata: è un diritto sacro e inviolabile; può essere limitata solo per necessità pubblica e con giusta indennità.
L'Antico Regime era fondato su questi principi opposti:
- Disuguaglianza per nascita: i diritti dipendevano dallo stato di nascita (nobile, ecclesiastico, borghese, contadino). La Dichiarazione li abolisce: tutti nascono uguali.
- Sovranità del re per grazia divina: il re governava in nome di Dio, il suo potere non richiedeva consenso. La Dichiarazione trasferisce la sovranità alla Nazione: il potere viene dal basso.
- Legge come privilegio: nell'Antico Regime le leggi erano diverse per ogni ordine, ogni città, ogni corporazione. La Dichiarazione impone una legge uguale per tutti.
- Arbitrio del potere: il re poteva far arrestare chiunque con le lettres de cachet (ordini di arresto senza processo). La Dichiarazione introduce le garanzie giuridiche e la presunzione d'innocenza.
- Censura: nell'Antico Regime la Chiesa e il re controllavano la stampa. La Dichiarazione garantisce la libertà di espressione.
In sintesi: l'Antico Regime era basato su privilegio, nascita, e volontà del re. La Dichiarazione lo sostituisce con uguaglianza, merito e volontà della Nazione. È la base della democrazia moderna.
Il Direttorio fu il regime di governo della Francia dal 26 ottobre 1795 (entrata in vigore della Costituzione dell'Anno III) al 9-10 novembre 1799 (colpo di Stato del 18 Brumaio di Napoleone).
- Potere esecutivo: affidato a 5 direttori, eletti dal Parlamento tra i candidati proposti dai dipartimenti. Ogni anno ne veniva rinnovato uno (per rotazione). Decisioni sempre collegiali.
- Potere legislativo: parlamento bicamerale — Consiglio dei Cinquecento (propone le leggi) + Consiglio degli Anziani (approva o respinge). Eletti a suffragio censuario.
- Chi votava: solo i cittadini maschi che pagavano imposte dirette (suffragio censitario). Circa 4–5 milioni di votanti su 28 milioni di abitanti — escludeva i più poveri e tutte le donne.
- Contraddizione strutturale: i 5 direttori non potevano sciogliere il Parlamento, e il Parlamento non poteva sfiduciare i direttori. In caso di conflitto tra i due poteri, nessuno poteva prevalere legalmente → stallo istituzionale permanente.
- Annullamento delle elezioni: nel 1797 (Colpo di Stato del 18 fruttidoro) i direttori annullarono le elezioni perché i risultati favorivano i monarchici. Nel 1798 annullarono di nuovo le elezioni perché i giacobini stavano vincendo. Un governo che annulla le proprie elezioni perde ogni legittimità democratica.
- Corruzione diffusa: i direttori erano accusati di arricchirsi personalmente tramite le guerre e i contratti pubblici. Il regime era percepito come corrotto e opportunista.
- Inflazione e crisi economica: gli assegnati (la moneta cartacea rivoluzionaria) avevano perso quasi tutto il loro valore. La popolazione povera era esasperata.
- Isolamento politico: il Direttorio era odiato sia dai giacobini (troppo conservatore) sia dai monarchici (troppo rivoluzionario). Non aveva una base sociale solida.
Nel novembre 1799 il Direttorio era in crisi totale: nuovi conflitti militari con la seconda coalizione, rivolte interne, economia disastrata. Alcuni direttori stessi (in particolare Sieyès) cercavano un uomo forte che desse stabilità al paese senza tornare alla monarchia. Napoleone Bonaparte, rientrato glorioso dalla campagna d'Egitto, sembrava la soluzione ideale. Il 18 Brumaio (9-10 nov 1799) Napoleone fece sciogliere il Parlamento con la forza (con il pretesto di una fantomatica cospirazione giacobina) e instaurò il Consolato. Il Direttorio cessò di esistere senza che quasi nessuno lo difendesse — segno di quanto fosse impopolare.
Approvata il 22 agosto 1795 dalla Convenzione termidoriana dopo la caduta di Robespierre. Nasce come reazione al doppio pericolo: quello della dittatura giacobina (Terrore) e quello di un ritorno alla monarchia. I moderati cercano un regime stabile di centro.
- Suffragio censitario: vota solo chi paga imposte dirette. Esclude i poveri e tutte le donne → circa 5 milioni di votanti attivi su 28 milioni di abitanti. Rispetto alla Costituzione del 1793 (suffragio universale maschile) è un passo indietro democratico.
- Parlamento bicamerale: due camere per evitare la concentrazione del potere in un'unica assemblea (come nella Convenzione che aveva portato al Terrore).
- Consiglio dei Cinquecento: propone le leggi, composto da membri con almeno 30 anni
- Consiglio degli Anziani: approva o rigetta (senza modificare) le proposte, composto da 250 membri con almeno 40 anni e sposati/vedovi
- Direttorio esecutivo: 5 direttori eletti dagli Anziani tra i candidati dei Cinquecento. Ogni anno si rinnova 1 direttore (per rotazione). Governo collegiale, per evitare l'accentramento del potere in una sola persona.
- Rigida separazione dei poteri: esecutivo e legislativo non si possono sciogliere a vicenda — in teoria un freno al dispotismo, in pratica una fonte di blocco istituzionale.
- Niente diritti sociali: a differenza della Costituzione del 1793, non prevede diritti al lavoro, all'assistenza o all'istruzione. Visione liberale pura: solo diritti civili e politici (per chi ha censo).
- Calendario repubblicano confermato: i mesi rivoluzionari (Termidoro, Brumaio ecc.) rimangono in vigore.
- vs 1791: entrambe censitarie, ma la del 1791 prevedeva la monarchia costituzionale; quella del 1795 è repubblicana.
- vs 1793: la del 1793 era molto più democratica (suffragio universale maschile, diritti sociali) ma non entrò mai in vigore; quella del 1795 è più restrittiva ma fu applicata.
Il suffragio censitario (o ristretto) è un sistema elettorale in cui il diritto di voto è riservato solo ai cittadini che possiedono un determinato reddito o patrimonio (il censo). Chi non raggiunge la soglia stabilita è un cittadino passivo: ha i diritti civili (libertà, proprietà, giustizia uguale) ma non può votare né essere eletto.
- Costituzione del 1791: vota chi paga imposte equivalenti almeno a 3 giorni di lavoro → circa 4,3 milioni di elettori attivi su 28 milioni di abitanti. Per essere eletti alla legislativa serviva un censo ancora più alto (possedere una proprietà).
- Costituzione Anno III (1795): vota chi paga qualsiasi imposta diretta. Circa 5 milioni di elettori. Ma l'accesso alle cariche richiedeva di saper leggere e scrivere e di possedere una proprietà.
- In entrambi i casi le donne erano escluse indipendentemente dal censo.
- La proprietà come garanzia di stabilità: i rivoluzionari moderati (borghesia) credevano che solo chi possiede qualcosa abbia un interesse concreto alla stabilità e al buon governo. I poveri senza proprietà, secondo questa logica, potrebbero farsi corrompere o votare per demagoghi pericolosi.
- Paura della "plebaglia": dopo il Terrore, i termidoriani temevano che il suffragio universale rimettesse al potere i giacobini e i sanculotti. Il censo era un filtro di classe.
- Visione liberale della libertà: la libertà è soprattutto libertà civile ed economica, non partecipazione politica. Votare è un diritto da guadagnare con la responsabilità economica, non un diritto naturale.
- Differenza con la Rivoluzione "dal basso": il suffragio censitario era un modo per istituzionalizzare la Rivoluzione ma toglierla di mano alle classi popolari che l'avevano fatta.
Il suffragio universale maschile (senza censo) fu introdotto solo dal 1848 in Francia — 50 anni dopo la Rivoluzione.
Le "Repubbliche sorelle" sono gli Stati fondati da Napoleone nei territori conquistati durante la prima campagna d'Italia (1796–99), modellati sulla Repubblica francese. Il nome ("sorelle") riflette l'idea che fossero "figlie" della Rivoluzione francese, nate dallo stesso spirito di libertà. In realtà erano territori sotto controllo militare ed economico francese.
- Repubblica Cispadana (ottobre 1796): prima repubblica italiana, comprende Modena, Reggio, Bologna, Ferrara. Usa per prima il tricolore verde-bianco-rosso.
- Repubblica Cisalpina (maggio 1797): nata dall'unione della Cispadana con la Lombardia (ex Ducato di Milano). Capitale Milano. La più importante e popolosa (~3,5 milioni di ab.).
- Repubblica Ligure (giugno 1797): ex Repubblica di Genova. Capitale Genova.
- Repubblica Romana (febbraio 1798): creata dopo l'invasione dello Stato Pontificio. Il papa Pio VI viene espulso e portato in Francia prigioniero.
- Repubblica Napoletana (gennaio 1799): dopo la fuga del re Ferdinando IV in Sicilia. Durò pochi mesi.
- Repubblica di Lucca (1799): di breve durata.
Tutte adottano Costituzioni ispirate a quella francese del 1795, il Codice civile francese, l'abolizione del feudalesimo e l'uguaglianza davanti alla legge. Sono governate da élite locali filofrancesi (i giacobini italiani).
- Seconda coalizione antifrancese: Austria, Russia, Inghilterra, Turchia attaccano la Francia su più fronti. Le truppe austriache e russe (guidate dal generale Suvorov) entrano in Italia.
- Insurrezioni popolari: le repubbliche erano sostenute da minoranze borghesi illuminate, ma non avevano radici popolari. Le masse rurali, legate alla Chiesa e ai vecchi signori, si ribellarono (es. la rivolta sanfedista a Napoli guidata dal cardinal Ruffo).
- Contraddizioni interne: le contribuzioni di guerra francesi e il saccheggio delle opere d'arte (es. il "Trattato di Tolentino" con il papa) avevano alimentato il risentimento anche tra i sostenitori della Rivoluzione.
Ricadono tutte nel 1799, ma vengono in parte ripristinate dopo Marengo (1800) e riorganizzate definitivamente tra il 1800 e il 1808.
Dopo la vittoria di Napoleone sulla prima coalizione e le vittorie di Lodi, Arcole e Rivoli, l'Austria era sconfitta. Napoleone, senza aspettare le istruzioni del Direttorio, negoziò direttamente la pace a Campoformio (vicino Udine).
- La Francia ottiene: riconoscimento della Repubblica Cisalpina (con Lombardia), i Paesi Bassi austriaci (Belgio), le isole Ionie nel Mediterraneo.
- L'Austria ottiene: la Repubblica di Venezia (con Veneto, Istria, Dalmazia), cioè uno Stato indipendente plurisecolare viene ceduto come merce di scambio.
- Segreto addizionale: accordo segreto per dividere i territori tedeschi sul Reno.
- Il "tradimento" di Venezia: la Serenissima Repubblica di Venezia era uno Stato indipendente da oltre 1.000 anni. Napoleone la cedette all'Austria in cambio di vantaggi per la Francia, senza nessun riguardo per la sua storia o i suoi abitanti. Per i patrioti italiani fu uno shock: la Rivoluzione "liberatrice" si rivelava capace di sacrificare un popolo per interesse geopolitico.
- Reazione dei giacobini italiani: molti intellettuali e patrioti che avevano creduto in Napoleone come portatore di libertà si sentirono traditi. Il poeta Ugo Foscolo (veneziano) espresse questa disillusione nel romanzo epistolare "Le ultime lettere di Jacopo Ortis" (1798): il protagonista si suicida perché ha perso la patria e le speranze politiche.
- Napoleone agisce da solo: il Trattato dimostra che Napoleone non era solo un generale al servizio del Direttorio, ma un attore politico autonomo capace di fare scelte diplomatiche di enorme importanza. Prima mossa verso l'autonomia dal governo.
Nel 1796 il Direttorio affidò al giovane generale Napoleone Bonaparte (26 anni) il comando dell'Armata d'Italia — un esercito povero, mal equipaggiato, con il morale basso. L'obiettivo ufficiale era aprire un fronte secondario per alleggerire la pressione in Germania. Ma Napoleone ne fece molto di più.
- Aprile 1796 — Montenotte e Millesimo: prime vittorie decisive. Napoleone divide e sconfigge separatamente i Piemontesi dagli Austriaci, applicando il principio di concentrare le forze sul punto più debole.
- Armistizio di Cherasco (aprile 1796): il Regno di Sardegna-Piemonte capitola e cede Nizza e la Savoia alla Francia.
- 15 maggio 1796 — Napoleone entra a Milano: accolto da molti italiani come un liberatore.
- Battaglia di Arcole (novembre 1796) e Rivoli (gennaio 1797): vittorie decisive contro gli austriaci che tentano di spezzare l'assedio di Mantova.
- Resa di Mantova (febbraio 1797): l'ultima grande fortezza austriaca in Italia cade.
- Avanzata verso Vienna: Napoleone sfonda verso l'Austria, arrivando a poche decine di km da Vienna. L'Austria chiede la pace.
- Trattato di Campoformio (ottobre 1797): fine della campagna. L'Austria cede la Lombardia, riceve Venezia.
- Innovazione tattica: Napoleone applicò una guerra di movimento rapida — non le lunghe battaglie di posizione tipiche del '700. Marce forzate, attacchi sul fianco, concentrazione su un punto debole. Rivoluzionò la guerra moderna.
- Napoleone attore politico autonomo: firmò armistizi e trattati senza aspettare il Direttorio, fondò le Repubbliche sorelle, gestì i territori occupati. Dimostrava di voler essere qualcosa di più di un generale.
- Nascita dell'idea di nazione italiana: per la prima volta le élites di Milano, Bologna, Venezia, Genova si trovarono sotto le stesse leggi. Nacque la parola "italiani" in senso politico moderno. Seme del Risorgimento.
- Propaganda e mito: Napoleone curò attentamente la propria immagine pubblica tramite i Bollettini dell'Armata d'Italia, comunicati di guerra scritti da lui stesso in tono eroico. Nacque il mito napoleonico — il condottiero invincibile, difensore della Rivoluzione.
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